Google, Bing e l’impossibile che diventa possibile?

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Seguiamo con costanza l’argomento Search Business, fortmente convinti che il settore dei motori di ricerca, da un decennio dominato dallo strapotere di Google sia nel pieno di un periodo di cambiamenti forti. Le sensazioni sono contrastanti ed è difficile prevedere ciò che succederà, anche nel breve.

Pochi giorni fa, vi abbiamo parlato della sfida tra il motore di Mountain View e Bing, una bagarre affrontata da punti di approccio completamente opposti per i due colossi. Oggi vi voglio proporre una sorprendente ricerca di Mashable che appare possibilista riguardo al sorpasso di Bing a Google, in un futuro molto prossimo.

Sorpresi? Effettivamente Mashable ipotizza una situazione, fino a poco fa, considerata inverosimile. Ma come stanno davvero le cose? L’impossibile che diventa possibile? Diamo un’occhiata alla ricerca…

Se a settembre, Google era accreditata del controllo di oltre il 72% del mercato statunitense, mentre ora gravita attorno al 65%, il percorso inverso è stato intrapreso dal motore di Microsoft, che ha superato quota 30%.

Se il trend ampiamente manifestatosi, negli ultimi 6 mesi, dovesse avere un seguito ci si potrebbe trovare  a breve in una situazione del genere…

Si andasse avanti a questo ritmo, a gennaio 2012, assisteremo allo storico sorpasso. Vi ricordo che la ricerca è relativa al mercato statunitense (in Europa, e ancor di più in Italia, il dominio di Google assomiglia ad un monopolio!) ed è comunque altamente improbabile che i trend si mantengano stabili.

Tuttavia è opportuno interrogarsi sui perchè del momento no del motore di Google.

Sicuramente le sempre più numerose pratiche SEO, le oggettive difficoltà del sistema “keyword centrico, il carico infinito di contenuti da indicizzare concorrono a rendere complicato il cammino dei motori di ricerca.  La Social Search, da sola e continui cambiamenti all’algortimo non sembrano fornire garanzie assolutwe in merito. Saprà Bing offrire risposte più convincenti?

Solo il tempo ce lo potrà dire. Ma attenzione che sul settore incombe lo spettro di Facebook

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Paolo Ratto

Ho 27 anni. Sono uno specialista di contenuti online. Seguo costantemente la blogosfera e mi occupo prevalentemente di Web Marketing. Ho vissuto in Italia, Spagna e Francia e viaggiato ad ogni possibile occasione. Con le lingue non me la cavo per niente male... Mi considero un cittadino del mondo, in cerca della sua strada. Amo libertà e tolleranza. Non sopporto le persone prigioniere delle proprie idee. Il mio obiettivo? Lasciare un segno della mia presenza ovunque passi...

2 Commenti

  1. Daniele Del Frate

    Mi fa sorridere che la prima delle cause del momento no di Google (“sempre più numerose pratiche SEO”) sia scritta proprio in grassetto, la pratica SEO base :D

    Al di là del mio umorismo da geek, trovo che da almeno un paio di anni sia diventato davvero frustrante cercare qualcosa su Google.
    Il 90% dei primi risultati è dato da aggregatori di contenuti (per esempio io ODIO il bloggatore) che costringono a numerosi click per raggiungere l’agognato articolo desiderato o da database di indirizzi/numeri di telefono.
    In altri casi il punteggio dato dall’anzianità di una pagina si rivela controproducente per chi cerca. Penso sopratutto alle ricerche di “how to”: spesso si viene rediretti ad articoli del 2005/2006 che parlano di cose obsolete (e forse in questo sta il successo di Yahoo! Answers, Quora e quello probabile di Facebook Questions).
    Tutti problemi che si possono risolvere con gli strumenti e le opzioni di ricerca avanzata…ma di cui l’utente base conosce a malapena l’esistenza.

  2. Ciao Daniele! Non posso far altro che condividere al 100% le tue riflessioni. E’ ormai proprio difficile districarsi su Google. Io lo denoto osservando persone meno esperte che falliscono nelle proprie ricerche e per questo si rivolgono sempre più spesso allo “strato sociale” di contatti. Sarà questa la soluzione per il futuro?

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